MARIA SS. ASSUNTA – U’ CUNVANT –


 

PUREZZA E POTERE – “Purozza e Purar”


Il Quartiere di Maria SS. Assunta era uno dei quartieri più potenti e popolati del centro abitato prima della disastrosa frana del 7 e 8 Gennaio 1922, qui si trovavano la sede della Prefettura, il Municipio, il Monastero delle Benedettine, La Chiesa Matrice sede di Arcipretura e ben nove Chiese Minori.
Oggi Il complesso della Nuova Chiesa Madre di San Fratello, ex-convento di Santa Maria di Gesù, Chiesa Maria SS. Assunta (dopo la frana del 1922), eretto a Santuario Diocesano di San Benedetto il Moro da San Fratello, può essere considerato il centro della religione, della cultura e dell’arte Sanfratellana.
La Chiesa è ad un’unica navata divisa dalla parte presbiterale da un arco di trionfo, al suo interno possiamo ammirare: entrando sulla destra si vede la statua di San Giuseppe con in braccio Gesù Bambino; di fronte la statua del Sacro Cuore di Gesù che anticamente, durante gli anni di lotta fra le due Parrocchie Matrici (San Nicolò e Santa Maria Assunta), veniva portata in processione; più avanti al centro, sulla destra, si trova la statua marmorea della Vergine Maria della scuola del Gaggini col bambino in braccio (presente in tutti i conventi dei frati minori); frontalmente vi è il Crocifisso portato in processione il Venerdì Santo recuperato fra le macerie dell’antica Chiesa Santa Maria Assunta dopo la frana del 1922; a sinistra, antistante l’altare, vi è la statua della Madonna del latte, in marmo bianco nell’atto di porgere la mammella al bambino; di fronte sulla destra la statua di San Benedetto il moro; nella cappella della Chiesa sono custodite le reliquie di San Benedetto il moro “Protettore di San Fratello” e dei Tre Santi Alfio, Filadelfio e Cirino “Patroni della città”; inoltre si possono ammirare la statua di San Biagio, quella di San Filadelfio e l’antica statua di San Benedetto anticamente conservata nel convento di Santa Maria di Gesù.
L’altare maggiore della chiesa è in legno intarsiato arricchito da nicchie con cornici in madreperla dove sono situate statue di legno, al centro di un pregevole dipinto d’epoca, un Crocifisso di Fra Umile da Petralia (Giovan Francesco Pintorino). Annessi alla Chiesa sono il Chiostro e la Biblioteca. La piazza di fronte la Chiesa offre un panorama

unico, il paesaggio di questo angolo dei Nebrodi arricchito da una parte del centro storico di San Fratello, la Roccaforte e sullo sfondo il Monte San Fratello con in cima il Santuario dei Tre Santi; al centro della piazza si trova la statua di San Benedetto il moro e poco distante uno
storico crocifisso.
La Biblioteca del ‘500. La biblioteca comunale risale al XVI secolo, è stata intitolata al “sanfratellano” prof. Benedetto Craxi (padre di Vittorio e nonno del più celebre Bettino, segretario del Partito Socialista Italiano dalla fine degli anni ’70 ai primi anni ’90 e presidente del Consiglio dal 1983 al 1987), all’interno custodisce in scafalature di legno intarsiato oltre 2000 volumi di vario argomento
teologia, filosofia, agiografia, morale e letteratura profana), documenti storici e la stanza degli scritti dei frati Amanuesi. Attualmente è chiusa in attesa di restauro.

IL CONVENTO FRANCESCANO DI SAN FRATELLO
FONDAZIONE. In merito alle origini, al capitolo XXXIII della monumentale opera storica, scritta nel 1600 e intitolata Paradiso Serafico, in cui sono narrate le vicende dei Francescani del Terz’ordine, il padre Randazzo asserisce che questo “Convento di Santa Maria di Gesù nella terra di S. Fratello” fu fondato il 22 maggio dell’anno 1617, quando era re di Sicilia Filippo III e pontefice romano (da 12 anni) Paolo V.
In questo convento vivevano in quell’anno 15 monaci in rigorosa osservanza. La prima pietra benedetta venne portata in processione dall’arciprete del tempo Don Giovanni Mondello nel corso di una grande manifestazione di giubilo a cui partecipò una gran folla di sanfratellani.
Il complesso monastico fu costruito per volontà e a spese della baronessa Donna Alfonsa Alarcon (o Larcan), moglie di Don Giovanni Soto,segretario di Don Giovanni d’Austria. I motivi della edificazione di quest’opera furono sia l’affetto che la singolare devozione che la baronessa portava al Beato Benedetto il Moro, nato in questa terra di San Fratello l’anno 1524 e morto a Palermo in fama di santità nel 1589, all’età di 65 anni.
Nella chiesa di questo convento – continua il padre Randazzo – si trova un Crocifisso in legno, scolpito dal venerabile servo di Dio Fra’ Umile Pintorno da Petralia, religioso laico, ovunque noto per la sua santità di vita e per le sculture che venivano realizzate nella sua bottega.
In questo convento studiarono e vissero frati illustri per dottrina e rigore di vita religiosa. Tra questi: il venerabile terziario Arcangelo Brunello, di San Fratello, che morì nel 1626 servendo gli appestati di Nicosia, il padre Bonaventura, pure lui di San Fratello, che visse e morì in fama di santità, e il più noto di tutti, don Luigi Vasi, che scrisse tanti libri e saggi storici su questo suo e nostro paese.
Nella chiesa di questo convento, inoltre, furono seppellite alcune terziarie francescane la cui vita eroica viene raccontata, nella ricordata opera del XVII secolo, come esemplare per devozione verso l’Ordine e verso San Benedetto il Moro.
LA STRUTTURA. Il convento di Santa Maria di Gesù rispetta una tipologia costruttiva – come osserva l’arch. Lo Cicero – molto frequente nel tardo ‘500,in evidente analogia con altri edifici conventuali dei Nebrodi. Esso, infatti, ha pianta quadrangolare e all’interno, in posizione quasi centrale,il chiostro, il quale costituisce un elemento di raccordo sia a livello funzionale sia a livello architettonico. Tutta l’opera fu costruita nello stesso periodo, fatta eccezione per alcune aggiunte effettuate in epoca successiva.
Il chiostro ha un’area di 150 metri di superficie. Il perimetro del portico è delimitato da 20 colonne in pietra rossa locale che sostengono archi a tutto sesto e volte a crociera. Nelle quattro pareti interne sono visibili (oggi purtroppo solo in parte) 20 lunette che raffigurano vite di santi francescani e fatti concernenti i frati dell’ordine.
Le lunette furono dipinte da Fra’ Emanuele da Como, un artista di chiara fama, che fu autore di una ricchissima produzione di opere pittoriche a carattere sacro sparse in tutta Italia.Gli affreschi di questo chiostro, andati purtroppo in rovina, raffiguravano santi e martiri francescani di cui sopravvivono poche testimonianze illeggibili, o arzialmente leggibili.


fonte dal blog Sottolapietra e Salvatore Di Fazio.